giovedì 23 febbraio 2017

LA MODA IN PELLICOLA: LA LA LAND

Amo i musical. Non posso dire che siano il mio genere preferito, ma hanno sicuramente un effetto unico su di me.

Ne vedo uno, uno qualsiasi, e passo i giorni seguenti a fantasticare di essere la protagonista del musical della mia vita.

Mi immagino raccogliere la popò del mio cane a passi di danza e canticchiare al portiere di tenermi da parte la posta.

I musical sono gli unici film che riescono a farmi immedesimare completamente. Se avete visto La La Land, avrete sicuramente sognato un po' anche voi. Vi sarete sentite Mia, vi sarete invaghite di Sebastian, sarete uscite dalla sala con la voglia di cantare e saltellare, probabilmente lo avrete anche fatto complice l'ora tarda e la certezza che non ci fosse nessuno a guardarvi - devo ricordarmi che a Milano c'è sempre qualcuno per strada -  e vi sarete anche innamorate di quei vestitini svolazzanti che sembrano fatti apposta per Emma Stone

Che per inciso, non sono proprio il mio genere, ma li volevo tutti.

Per non parlare dell'abbigliamento di Ryan Gosling. Potrei perdere la testa per un uomo che mi porta al cinema con le scarpe bi-color e l'abito marrone (tu, uomo della mia vita che stai leggendo: portami al cinema, vestiti così e ti dirò di sì, trallalalà).


lunedì 20 febbraio 2017

LA FERRAGNI VA AD HARVARD? DOVREMMO ESSERE CONTENTI

Non ho aperto il blog perché avessi mire di tipo espansionistico.

Non aspiravo ad arrivare chissà dove, non mi aspettavo che diventasse un lavoro, non volevo finire a smarchettare prodotti tipo coppette mestruali solo per ricevere campioni omaggio.

Volevo semplicemente incanalare e dare ordine ad una sorta di flusso continuo interiore. Una specie di energia che per gli scrittori o presunti tali - e per scrittori intendo chi lo è per davvero, chi pensa di esserlo e non lo è, e chi lo fa per diletto tipo me -, portatori sani di egocentrismo per DNA, ad un certo punto diventa incontenibile e spinge per uscire fuori, trovare consenso, essere condivisa.




lunedì 30 gennaio 2017

MELANIA, IO NON TI ODIO.

In questo spazio possiamo sentirci libere di essere mean girlsQui possiamo sprigionare tutto l'astio marinato nel succo di limone che coviamo con cura nel profondo delle nostre ovaie. Se vogliamo dire il male di Melania Trump, this is the place: siamo nel tempio della polemica, nel gineceo del pettegolezzo, nell'Olimpo del dio Alfonso Signorini (ma per fortuna lui non c'è).



domenica 15 gennaio 2017

SI DECLUTTERING CHI PUO'! - RIFLESSIONI SUL (MAGICO?) POTERE DEL RIORDINO

Tempo fa ero abbastanza drogata di Real Time. Poco alla volta la programmazione affiancò alla tripletta cuochi - stylist - agenti immobiliari (intervallata da medici in tarda serata e Barbara che realizzava letti e credenze con le cassette della frutta al pomeriggio) trasmissioni basate sui casi umani disumani (tipo: "Gente che mangia il polistirolo"/"Non sapevo di essere incinta - Edizione menopausa"/"Non pulisco casa dal '56" ecc, roba così). Proprio allora, avevo cominciato a guardare con discreto interesse "Sepolti in casa", una trasmissione sulle vicende di persone seriamente malate di accumulo compulsivo. Gente il cui unico scopo nella vita consiste nel conservare tutto e riempire la casa di talmente tanta roba inutile da rendere la vita impossibile a se stessi e al prossimo.

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